S.u.a.p

Reparto Speciale unità di accoglienza permanente , Fondazione Clotilde , opera in regime di Accreditamento con il SSN, in conformità  ai parametri  definiti per l’accesso al servizio dalle Linee Guida Regionali. I trattamenti sono costituiti da prestazioni professionali di tipo medico, psicologico, riabilitativo, infermieristico e tutelare, attività di supporto alle funzioni vitali come ad esempio: ventilazione meccanica assistita, alimentazione assistita, NAD, nutrizione enterale e parenterale protratta, accertamenti diagnostici, assistenza farmaceutica, assistenza protesica e fornitura di preparati per nutrizione artificiale. Le aree di intervento  Fondazione Clotilde SUAP attengono a:

  • continuità alle cure di pazienti stabilizzati
  • interventi di riabilitazione funzionale
  • training logopedico
  • di assistenza ai soggetti con disordine della coscienza affetti da polipatologie e con definitiva compromissione dell’autosufficienza;
  • sostegno socio-ambientale temporaneo (funzione di sollievo)
  • assistenza ai soggetti con minima coscienza

Molto spazio nella presa in carico degli ospiti Fondazione Clotilde viene riservato  all’organizzazione di attività che accompagnano le cure sanitarie per migliorare la qualità di vita dei nostri ospiti.  I Laboratori sono itineranti, vista la condizione di allettamento  della maggior parte delle persone accolte Le attività implementate  comprendono la musicoterapia, sia di produzione che di ascolto sonoro, il cineforum, con visione di film a scelta dell’ospite, di assistenza spirituale a richiesta e di animazione culturale, come lettura di libri con voce narrante, e audiolibri, sempre a scelta dell’ospite. È previsto un Laboratorio dei LEGAMI, ovvero la possibilità di collegarsi attraverso videochiamata con i propri cari, soprattutto con chi è impossibilitato a fare visita al proprio congiunto.

Attraverso lo Sportello Amico ed il supporto psicologico , la famiglia dei nostri ospiti diventa parte attiva nel processo del prendersi cura: la possibilità di essere presente sempre al capezzale del proprio caro, il training di partecipazione alle cure nonché la possibiltà di “vivere insieme”: permanere,  pranzare , condividere i Laboratori in maniera attiva , fanno famiglia. Una famiglia che, sostenuta nella maniera giusta, può superare il dolore dell’impotenza e, con persone qualificate e dotate di grande umanità, vivere la “vita con” la persona malata, nella maniera migliore.